Ogni volta quando guardiamo un film, un documentario o un libro, vediamo tutti i dinosauri raffigurati di colore verde, o al massimo con una colorazione grigio-marroncino, ma chi ha scoperto o stabilito i colori dei dinosauri?

In realtà dai reperti fossili non abbiamo alcuna informazione sulla pigmentazione dei dinosauri. Infatti dei tessuti molli, dopo migliaia (se non addirittura milioni) di anni, non resta quasi nulla. In realtà agli albori della teoria evolutiva, praticamente più di 150 anni fa (quando ancora non si conoscevano cose come il DNA e il genoma, ed era molto più semplice dedurre che l’uomo potesse discendere dalla scimmia), osservando che i dinosauri fossero dei rettili (infatti dinosauri significava appunto “terribile lucertola”) si pensò all’idea che fossero “verdi”, e da allora sono sempre raffigurati così, col tempo questo è diventato un assoluto nelle menti di tanti. Ma non c’è nulla di scientifico in questo, tutt’oggi in natura possiamo osservare rettili, molto colorati, bellissimi da vedere, addirittura da ammirare!

Di conseguenza, a tal punto la domanda sorge spontanea: Così come il colore, non può esserci altro sui dinosauri, che ci viene promulgato dai media, e che non corrispondere con certezza alla realtà?

Questo fatto della pigmentazione, probabilmente ci mostra quanto poco sappiamo su questi animali ormai estinti e di cui abbiamo coscienza solo grazie a dei resti ossei e ai fossili, eppure quando leggiamo o vediamo qualcosa sui dinosauri, spesso sembra che siamo capaci di conoscere e determinare ogni cosa su di loro: come vivevano, di cosa si nutrivano, le loro abitudini, ed ogni dettaglio del loro corpo. Sicuramente con una attenta osservazione abbiamo imparato, e possiamo imparare, a conoscere di più di questi animali. Ma dobbiamo essere coscienti che spesso i resti dei dinosauri non sono neppure completi, e che a determinare la forma finale di una animale, talvolta sono l’immaginazione e l’osservazione dello studioso di turno. Ma quando parliamo di valutazioni umane, la storia ci insegna tutt’altro che l’affidabilità.