Affinché l’evoluzione ‘da molecole a persone’ possa essere anche minimamente plausibile, la terra dovrebbe avere per forza miliardi di anni. Ecco perché gli evoluzionisti sostengono che la terra ha miliardi di anni perché se non fosse così, non ci sarebbe alcuna speranza alla loro teoria, sin dalla partenza. L’idea che spesso viene trasmessa al grande pubblico è che la datazione radiometrica sia la prova scientifica che la terra ha milioni di anni. Ma la verità è che la datazione con il carbonio 14 (14C) può fornire solo un’età di alcune migliaia di anni. Così chiunque affermi che la datazione 14C sia la ‘prova’ di miliardi di anni, non capisce bene di cosa si tratta, il tempo di dimezzamento del carbonio 14 è di 5730 anni. Tanti credenti, pensando che la credenza dei milioni di anni sia scientifica anziché filosofica, e quindi si chiedono come sia possibile conciliare i milioni di anni nel racconto storico della Bibbia.

In realtà non lo è, coloro che cercano di farlo devono per forza usare un esegesi scorretta del testo biblico per poter inserire milioni di anni nella Bibbia (come ad esempio attribuire alla parola ebraica yom, che significa giorno più o meno come in italiano, il significato di un lungo periodo temporale). Ma in realtà una interpretazione oggettiva del testo biblico non lascia spazio ai milioni di anni. Inoltre accettando i milioni di anni, si dovrebbero anche accogliere età lunghissime per gli strati rocciosi che contengono fossili di animali, morti violentemente, dolorosamente o di malattie, e tutto prima che comparisse l’uomo. Ma la Bibbia insegna che la morte ebbe origine dopo che Adamo ed Eva peccarono, ed è proprio per tale ragione per cui Gesù venne nel mondo (1 Corinzi 15,21-22).

I cristiani prendono seriamente le parole di Gesù Cristo, visto che Egli fu presente alla creazione. Egli disse: ‘Ma dall’inizio della creazione Dio li creò uomo e donna’ (Marco 10:6). Questo ha senso solamente se il tempo cominciò con la settimana della creazione migliaia di anni fa, ma non avrebbe alcun senso se invece l’uomo fosse apparso dopo miliardi di anni.

Esaminiamo prima la datazione col carbonio, poi gli altri metodi di datazione.

Come funziona l’orologio al carbonio

Lo conosciamo come fuliggine e diamanti. Il carbonio si manifesta in varie forme, chiamate isotopi. Una forma rara ha atomi che pesano 14 volte gli atomi di idrogeno: chiamata carbonio 14, o 14C, o carbonio radioattivo.

Il carbonio 14 si forma quando i raggi cosmici colpiscono dei neutroni, allontanandoli dai nuclei atomici presenti nell’atmosfera alta. Questi neutroni, muovendosi velocemente, si scontrano con l’azoto (14N) nell’atmosfera più bassa, convertendolo in 14C. Diversamente dal carbonio comune (12C), il 14C  è instabile e cambia lentamente, diventando di nuovo azoto. Ed è per questo che il 14C è chiamato radioattivo.

Il carbonio comune (12C), insieme a del 14C, si trova nell’anidride carbonica (CO2) dell’aria, che viene consumata dalle piante, le quali poi vengono mangiate dagli animali. Perciò il tuo corpo, una foglia di albero, oppure un pezzo di mobile di legno, contengono carbonio.

Se misuriamo quanti atomi di 12C ci sono per ogni atomo di 14C in un campione d’aria, possiamo calcolare la proporzione 14C/12C. Siccome il 14C  è ben mescolato col 12C, ci aspettiamo di trovare che la proporzione sia la stessa in un campione preso da una foglia di albero, o da una parte di corpo umano.

Gli atomi di 14C cambiano costantemente in 14N, ma gli esseri viventi continuano a scambiare il carbonio con l’ambiente, così la proporzione 14C/12C  rimane più o meno la stessa di quella dell’atmosfera. Però, non appena una pianta o un’animale muore, gli atomi di 14C che si deteriorano non vengono più sostituiti, quindi la proporzione 14C/12C in esseri che non sono più viventi diminuisce col passare del tempo. È come avere un orologio che comincia a ticchettare non appena qualcosa muore.

Ovviamente, questo vale solamente per cose che erano vive. Non può essere utilizzato nella datazione delle rocce, per esempio.

Metà di un campione di 14C si convertirà in 14N in 5.730 anni. Questo si chiama il ‘tempo di dimezzamentò’. Così in due tempi di dimezzamento, o 11.460 anni, sarà rimasto solo un quarto ci 14C. Se la quantità di 14C in rapporto al 12C in un campione è un quarto di quella in organismi attualmente viventi, teoricamente tale cosa avrebbe un’età di 11.460 anni. Ogni cosa più vecchia di 50.000 anni non dovrebbe teoricamente contenere alcuna quantità di 14C misurabile. Perciò la datazione col carbonio non può misurare milioni di anni. Infatti se un campione contiene 14C, ciò sara una prova che non ha milioni di anni.