Due posizioni inconciliabili:

Da un lato abbiamo la Bibbia che, con una corretta esegesi, indica chiaramente la terra e la storia umana come relativamente recenti, dell’ordine cioè di migliaia di anni. Dall’altro lato abbiamo la posizione scientifica evoluzionista, attualmente quella dominante, che afferma invece  una lunga durata della vita del pianeta e della storia dell’uomo, sull’ordine di miliardi di anni. A chi credere? Diversi non ritengono che la Bibbia sia la Parola di Dio in ogni sua parte e quindi non si creano alcun problema, ma per coloro che credono in essa, e che hanno sperimentato attraverso il vangelo una trasformazione meravigliosa della propria vita, e che hanno avuto modo di constatare la validità della Parola di Dio, affrontano talvolta una piccola crisi. A chi credere alla Bibbia o alla scienza?

Alcuni semplicemente non ci pensano, non si occupano del problema, altri invece hanno provato a conciliare le due posizioni, cioè ad interpretare la Bibbia in un modo che potesse concordare con le attuali posizione evoluzioniste, cercando di includere (prevalentemente nel messaggio di Genesi) le lunghe ere geologiche richieste dall’evoluzione. Ma per grazia di Dio il testo divinamente inspirato sembra scritto per non permettere una tale manipolazione. Così tutte le varie teorie create: la teoria dei giorni era, la teoria dell’intervallo, la teoria della cornice letteraria, ecc. In realtà, richiedono tutte una cattiva esegesi del testo, cioè una distorsione del testo biblico o addirittura il dover sminuire la storicità del libro di Genesi (cosa contraria alla posizione del Signore Gesù, degli apostoli, e degli altri libri della Bibbia: Esodo, Giosuè, Cronache, ecc.) per potersi reggere.1

Alla fine restano dunque restano in piedi le due posizioni, quella evoluzionista o quella biblica. In realtà il quesito posto un precedenza credere alla bibbia o alla scienza, è errato. Perché nel contesto di queste tematiche, non è sempre possibile applicare una scienza sperimentale, e se si va a fondo nelle questioni,  si scoprirà che nelle attuali posizioni cosiddette scientifiche ci sono forti incongruenze, e presupposti basilari che non hanno niente di scientifico, ma sono bensì fondati su presupposti naturalistici e filosofici spesso vecchi più di un secolo e talvolta anche superati. Purtroppo la chiesa si è disinteressata per tanto tempo di queste tematiche, permettendo che le correnti ateiste e naturaliste, influenzassero lo sviluppo della scienza. Negli ultimi anni, grazie alle continue scoperte scientifiche, ed al crescente numero di scienziati cristiani, sono stati smascherati e smantellati tutti questi falsi presupposti, ed il movimento di scienziati Creazionisti Biblici (o della terra giovane) o dell’Intelligent Design, sono in continua crescita.

Quindi il vero quesito oggi è: Credere ad una scienza basata su una posizione filosofica evoluzionista o ad una scienza concorde con la Bibbia? Il credente può riporre tranquillamente la sua fiducia nell’inenarrabilità e nella veridicità della Scrittura, ed approfondire invece come stanno realmente le cose nelle attuali posizioni scientifiche.

L’evoluzione teista

Purtroppo alcuni influenzati da oltre un secolo di studi accademici basati su questi presupposti errati, giungono a credere all’evoluzione, e pensano di conciliare tale posizione, ritenendo che essa sia sta un mezzo usato da Dio. Tale posizione è chiamata Evoluzione Teista, ma essa è conciliabile con il messaggio biblico e con il Dio che essa presenta? Vediamolo….

Il Dio dell’evoluzione teista non è l’onnipotente Signore di tutte le cose, la cui parola è deve essere presa sul serio da tutti gli uomini, ma è integrato nella filosofia evolutiva. Questo porta i cristiani verso varie distorsioni:

Distorsione 1: Un Dio diverso.

La Bibbia rivela Dio come il nostro Padre celeste, che è assolutamente perfetto (Matteo 5:48), santo (Isaia 6:3), e onnipotente (Geremia 32:17). L’apostolo Giovanni ci dice che: “Dio è amore”, “luce” e “vita” (1 Giovanni 4:16, 1:5, 1:1-2). Quando Dio crea qualcosa, la sua opera è descritta come “molto buona” (Genesi 1:31), e “perfetta” (Deuteronomio 32:4).

Evoluzione teista porta ad un che Dio permette milioni di anni di morte e di sofferenza non a causa del peccato di Adamo, ba bensì prima di esso. Il responsabile di tutto questo male e sofferenza, non è il peccato dell’uomo, ma bensì Dio stesso.

 Un Dio  “tapabucchi” anziché assoluto.

Il Dio della Bibbia è un Dio onnisciente ed immutabile, un valore assoluto, ed ogni cosa che lui fa è perfetta per l’eternità. Nell’evoluzione teista invece tutto viene spiegato in termini naturalistici. Dio è chiamato in causa solo nei vuoti lasciati dalla “scienza”.  Pertanto abbiamo un Dio che fa vari tentativi attraverso l’evoluzione e che egli stesso si sviluppa e si evolve.